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Per mobilizzazione articolare si intende la variazione dell’angolo di movimento a carico di una articolazione, a partire da una posizione iniziale e secondo gli assi ed i piani su cui tale movimento può essere eseguito.
Essa può essere di diversi tipi: si parla di mobilizzazione attiva quando la variazione dell’angolo di movimento è causato dall’attività contrattile dei muscoli scheletrici, i quali si inseriscono sui capi ossei che compongono l’articolazione; la mobilizzazione passiva invece si determina grazie all’applicazione dall’esterno di una forza che determina una variazione dell’angolo articolare, tale forza può essere applicata dal fisioterapista, mediante opportune prese articolari, da un apparato meccanico provvisto di leve mobili o semplicemente dal peso esercitato dalla forza di gravità, come avviene nello squat.

Si può poi effettuare anche un’azione combinata dei due tipi di mobilizzazione, attiva e passiva; questo tipo di terapia viene definita mobilizzazione attiva-assistita. La mobilizzazione attiva-assistita è una mobilizzazione attiva che avviene in associazione al controllo manuale da parte del fisioterapista

Le mobilizzazioni articolari hanno l’obiettivo primario di ripristinare una corretta ampiezza dei movimenti articolari risolvendo stati di contrazione muscolare e aderenze. L’obiettivo della metodica è conservare libero il movimento articolare fisiologico nei diversi piani dello spazio, prevenendo la formazione di aderenze e di retrazioni, per riportare verso la normalità, la mobilità articolare patologicamente limitata.

La terapia è eseguita sul paziente a seguito di tutti gli esami necessari a definire il trattamento più idoneo. Oltre che per problemi posturali, la mobilizzazione viene praticata per la risoluzione di diverse problematiche come ad esempio infiammazioni, spasmi muscolari, scarsa elasticità muscolare oppure nei casi di immobilità forzata.

Gran parte delle manipolazioni sono effettuate su gambe, braccia, spalle e spina dorsale. I tempi di recupero possono ovviamente variare notevolmente in base alla zona di interesse e alla problematica in corso. La terapia manuale, comprese le mobilizzazioni vertebrali e le manipolazioni vertebrali, sembra essere una delle scelte terapeutiche più comunemente applicate dai fisioterapisti. Attraverso la mobilizzazione di una o più articolazioni il paziente è in grado di ampliare gli angoli di movimento dell’articolazione coinvolta dalla problematica. Conservando il libero movimento articolare fisiologico nei diversi piani dello spazio, la mobilità articolare patologicamente limitata del paziente viene gradualmente riportata alla normalità.

 


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